L’Agenzia delle Entrate chiarisce e ridefinisce l’interazione tra il “Bonus Caldaie” e il “Bonus Mobili 2026”, escludendo definitivamente le caldaie alimentate a combustibili fossili dagli interventi trainanti per l’ottenimento dell’agevolazione sull’arredo.
Questa precisazione, contenuta nella versione aggiornata della Guida sul Bonus Mobili, avrà un impatto significativo sulle pianificazioni fiscali dei contribuenti a partire dal 1° gennaio 2025.
Stop al collegamento caldaie a combustibili fossili e bonus mobili
La recente revisione del vademecum dell’Agenzia delle Entrate stabilisce in modo inequivocabile che le spese sostenute per la sostituzione o la nuova installazione di impianti di climatizzazione invernale alimentati esclusivamente a combustibili fossili (quali gas o petrolio) non saranno più considerate interventi trainanti ai fini dell’accesso al Bonus Mobili. Questa disposizione entra in vigore per le spese effettuate a partire dal 2025, modificando le aspettative di coloro che avevano previsto di abbinare l’acquisto di mobili alla sostituzione di una caldaia tradizionale.
In particolare, il documento sottolinea che, ai sensi dell’articolo 16-bis del TUIR, dal 1° gennaio 2025 non sarà più possibile detrarre le spese relative a tali impianti, e di conseguenza, non sarà più fruibile il bonus per l’acquisto di mobili ed elettrodomestici ad essi collegati.
Criteri di ammissibilità: focus sulle fonti rinnovabili
Nonostante lo stop per le caldaie a combustibili fossili, il collegamento tra interventi di riqualificazione energetica e Bonus Mobili non viene interrotto del tutto. L’Agenzia delle Entrate chiarisce che rimangono agevolabili tutti quei lavori che prevedono l’installazione di impianti a fonti rinnovabili o sistemi ibridi. Questi interventi continuano a rientrare nel perimetro del “Bonus Caldaie” nella sua accezione “green”.
Tra le tecnologie che conservano la loro ammissibilità figurano: pompe di calore, incluse le versioni ibride integrate con caldaie a condensazione; generatore a biomassa; microcogeneratori; pompe di calore ad assorbimento a gas.
Per i contribuenti che optano per queste soluzioni, qualora rientrino nel perimetro del Bonus Ristrutturazioni, sarà ancora possibile accedere alla detrazione fiscale per l’acquisto di arredi ed elettrodomestici.
Impatto retroattivo e prospettive future
Il chiarimento dell’Agenzia delle Entrate giunge in un momento cruciale, influenzando direttamente i contribuenti che hanno effettuato spese nel 2025. Chi aveva pianificato la detrazione dei mobili in abbinamento alla sostituzione di una caldaia tradizionale potrebbe ora trovarsi nell’impossibilità di usufruire del beneficio. Al contrario, coloro che hanno rinnovato l’impianto nel 2024 sono tutelati, poiché la detrazione per il Bonus Mobili rimane valida, essendo stata effettuata in un periodo in cui il “Bonus Caldaie” rientrava ancora tra gli interventi trainanti ammissibili.
Consigli operativi per i contribuenti
In vista delle nuove normative, è fondamentale che i contribuenti adottino un approccio strategico nella pianificazione degli interventi. Si raccomanda di:
1. verificare la tipologia di impianto, quindi assicurarsi che l’installazione o la sostituzione dell’impianto di riscaldamento sia basata su fonti rinnovabili o sistemi ibridi per garantire l’accesso al Bonus Mobili.
2. distinguere le spese per anno fiscale, prestare attenzione alle date di riferimento, distinguendo chiaramente le spese sostenute nel 2025 da quelle future, in base alle indicazioni della guida aggiornata.
3. pianificare la ristrutturazione, comprende gli interventi trainanti, in linea con le direttive per la transizione energetica e la direttiva “Case Green”, sono la chiave per massimizzare i benefici fiscali complessivi.


