L’Italia finisce nuovamente sotto la lente d’ingrandimento di Bruxelles.
La Commissione Europea ha ufficialmente avviato una procedura d’infrazione contro il Belpaese e altri 18 Stati membri, a causa della mancata presentazione della bozza del Piano Nazionale di Ristrutturazione Edilizia (NBRP) entro la scadenza tassativa del 31 dicembre 2025. Partiamo dal cuore pulsante della Direttiva EPBD 4, conosciuta come Direttiva Case Green, ed evoluzione delle strategie a lungo termine nate nel 2014, gli NBRP rappresentano la tabella di marcia strategica per ogni Stato Membro. L’obiettivo finale è ambizioso: trasformare l’intero parco immobiliare europeo in un patrimonio ad alte prestazioni energetiche ed efficiente entro il 2050.
Perché questi piani sono fondamentali
Secondo l’Esecutivo UE, la presentazione tempestiva di questi documenti è l’unico modo per:
- Ridurre le bollette e migliorare l’efficienza degli edifici significa abbattere i costi energetici per famiglie e imprese.
- Garantire investimenti per creare percorsi di ristrutturazione chiari e prevedibili nel lungo periodo.
- Decarbonizzazione, quindi allineare le strategie nazionali agli obiettivi climatici dell’Unione.
Procedura d’infrazione INFR(2026)2024, i Paesi coinvolti
L’Italia non è sola in questa inadempienza. Se in passato il nostro Paese si era trovato isolato, questa volta la “compagnia” è numerosa e comprende giganti europei. La procedura di infrazione, identificata per l’Italia dal codice INFR(2026)2024, coinvolge un totale di 19 governi, tra cui:
- Germania e Francia
- Belgio e Paesi Bassi
- Austria e Polonia
Cosa rischia l’Italia
La Commissione ha inviato una lettera di costituzione in mora, concedendo al Governo italiano due mesi di tempo per rispondere e sanare la mancanza documentale. Il rischio: in assenza di una risposta soddisfacente o dell’invio rapido della bozza del piano, Bruxelles potrà emettere un parere motivato. Questo passaggio porterebbe l’Italia sensibilmente più vicina a pesanti sanzioni economiche.
Le reazioni politiche, lo scontro sul Superbonus e l’Efficienza
La notizia ha subito innescato il dibattito politico interno. La senatrice del M5S, Elena Sironi, ha dichiarato che la procedura non sorprende, sottolineando come il governo abbia recentemente respinto emendamenti specifici sul tema “Case Green”.
Secondo l’opposizione, il “muro” alzato dal governo Meloni sull’efficienza energetica sarebbe legato alla narrazione critica sul Superbonus 110%. Sironi avverte che le conseguenze di questo ritardo ricadranno sui cittadini in due modi:
- Economico, con bollette energetiche tra le più alte d’Europa, vulnerabili alle crisi geopolitiche.
- Sanitario, con il peggioramento della qualità dell’aria, specialmente in zone critiche come la Pianura Padana, dove l’inquinamento è ormai un’emergenza nazionale.


