Spegnere gli impianti a fine inverno non è solo un gesto simbolico per salutare il freddo, ma una vera e propria operazione di manutenzione preventiva che può allungarne la vita e far risparmiare.
Con l’arrivo della primavera e lo spegnimento degli impianti di riscaldamento centralizzati, l’attenzione degli amministratori di condominio e dei manutentori si sposta sulla messa a riposo della caldaia. Quando parliamo di impianti superiori ai 35 kW, non ci riferiamo a semplici caldaie murali domestiche, ma a vere e proprie centrali termiche soggette a rigide normative di sicurezza (INAIL) e di efficienza energetica. Una corretta procedura di spegnimento non è solo un atto formale, ma un investimento sulla longevità dell’impianto e sulla sicurezza dei condòmini.
Perché la messa a riposo è importante
Durante il periodo di inattività, l’acqua ferma e i residui di combustione possono diventare i peggiori nemici del metallo. I rischi principali includono:
-
Corrosione galvanica e ossidazione: L’ossigeno presente nell’acqua può aggredire le pareti dello scambiatore.
-
Sedimentazione: I fanghi e le impurità si depositano sul fondo, rischiando di ostruire i circolatori alla ripartenza.
-
Blocco delle valvole: La prolungata inattività può causare il grippaggio delle valvole a tre vie e delle pompe di circolazione.
Le operazioni tecniche fondamentali
La gestione di una centrale termica oltre i 35 kW richiede l’intervento di un Terzo Responsabile o di una ditta abilitata. Ecco i passaggi chiave:
Pulizia del lato fumi
È l’operazione più importante. I residui della combustione, se lasciati a contatto con l’umidità estiva, formano composti acidi che corrodono rapidamente l’acciaio o la ghisa della caldaia. È necessario spazzolare i tubi da fumo e pulire la camera di combustione.
Controllo dell’acqua di impianto
Non si dovrebbe mai svuotare l’impianto, poiché l’introduzione di nuova acqua porterebbe nuovo ossigeno e calcare. È invece opportuno:
-
Verificare la concentrazione di inibitori di corrosione.
-
Effettuare il lavaggio dei filtri defangatori magnetici, che hanno raccolto le impurità durante l’inverno.
Gestione delle pompe di circolazione
Le moderne centraline di controllo spesso prevedono cicli di “antibloccaggio” (avvii brevi ogni 24-48 ore). Se l’impianto è datato e privo di questa funzione, il manutentore deve prevedere uno sblocco manuale prima della riaccensione autunnale.
Verifica dei dispositivi di sicurezza INAIL
Anche se la caldaia è spenta, i dispositivi di sicurezza (valvole di sicurezza, vasi d’espansione, pressostati) devono rimanere in perfetta efficienza. La messa a riposo è il momento ideale per verificare la precarica dei vasi d’espansione.
Obblighi normativi e scadenze
Per gli impianti sopra i 35 kW, la normativa (D.P.R. 74/2013) impone scadenze precise per la manutenzione e il controllo dell’efficienza energetica (il cosiddetto “bollino”).
| Potenza Impianto | Frequenza Manutenzione | Controllo Fumi (Efficienza) |
| 35 kW – 116 kW | Annuale (consigliata) | Ogni 2 anni |
| > 116 kW | Annuale | Ogni anno |
Oltre alla manutenzione ordinaria, il locale caldaia deve rispettare le norme di prevenzione incendi. La messa a riposo è il periodo perfetto per verificare l’integrità delle aperture di aerazione e la funzionalità dei sistemi di intercettazione del combustibile.
Il ruolo dell’amministratore e del condòmino
L’amministratore ha la responsabilità giuridica della conservazione dell’impianto. Deve assicurarsi che il libretto di impianto sia aggiornato e che tutte le verifiche siano state effettuate.
Ai condòmini, invece, si consiglia di non chiudere completamente le valvole termostatiche dei radiatori durante l’estate (posizionandole sul valore massimo o sul simbolo “sole/5”). Questo evita che la guarnizione interna della valvola rimanga compressa per mesi, rischiando di bloccarsi e impedendo il riscaldamento del calorifero in autunno.
Infine, trattare la centrale termica condominiale con cura durante i mesi estivi significa ridurre drasticamente i guasti improvvisi a ottobre, quando la richiesta di calore diventa pressante. Una caldaia pulita e ben conservata consuma meno, dura più a lungo e garantisce la sicurezza di tutti gli abitanti dell’edificio. Ricordate sempre di affidarvi a tecnici certificati e di pretendere il rilascio del Rapporto di Controllo Tecnico al termine di ogni intervento.


