Il Superbonus, l’incentivo statale per la riqualificazione energetica e sismica degli edifici, continua a far parlare di sé.
L’ultimo rapporto dell’ENEA (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), aggiornato a marzo 2026, ci fornisce un quadro chiaro della situazione, evidenziando un onere pubblico che si avvicina sempre più a cifre importanti e un avanzamento dei lavori ormai quasi completo.
Il costo per lo Stato è di quasi 132 miliardi di euro
Il dato più rilevante che emerge dal report è l’ulteriore aumento della spesa a carico dello Stato. Al 31 marzo 2026, il costo complessivo per le detrazioni fiscali legate ai lavori conclusi ha raggiunto la cifra di 131,97 miliardi di euro. Questo rappresenta un incremento di quasi un miliardo di euro rispetto al mese precedente (a fine febbraio 2026, l’onere era di 130,99 miliardi).
Questo aumento, seppur significativo, è in linea con la fase attuale del Superbonus. Non si tratta di nuovi progetti che partono, ma piuttosto della finalizzazione e della rendicontazione di interventi che erano già stati avviati in precedenza. In altre parole, lo Stato sta continuando a coprire i costi di lavori già in corso, man mano che questi vengono completati e le detrazioni richieste.
Lavori quasi al traguardo: il 98,1% completato
Un altro aspetto fondamentale del report ENEA riguarda lo stato di avanzamento dei lavori. La percentuale di interventi conclusi ha raggiunto un impressionante 98,1% a fine marzo 2026. Questo dato è in crescita rispetto al 97,6% registrato a fine febbraio.
Cosa significa questo elevato tasso di completamento?
Indica chiaramente che:
– La stragrande maggioranza dei cantieri è ormai chiusa.Molti edifici che hanno beneficiato del Superbonus hanno già completato gli interventi previsti.
– Il numero di lavori ancora in corso è molto limitato. Ci sono ancora alcuni cantieri aperti, ma sono una piccola percentuale rispetto al totale.
– La spesa attuale è dovuta principalmente alla chiusura degli ultimi progetti. L’incremento dell’onere pubblico è legato alla finalizzazione di questi pochi interventi rimanenti.
Questo scenario conferma che la misura del Superbonus è ormai nella sua fase conclusiva. Non ci si aspettano più grandi ondate di nuovi lavori o aumenti esponenziali della spesa, ma piuttosto un assestamento legato alla gestione degli ultimi progetti.
Quanti edifici coinvolti e dove sono stati investiti i soldi?
Il report ENEA ci fornisce anche un’idea della portata del Superbonus in termini di immobili interessati. In totale, sono stati coinvolti 505.417 edifici. Analizzando la distribuzione degli investimenti, emerge una chiara concentrazione:
– Condomini: hanno assorbito la fetta più grande, con circa 86,1 miliardi di euro. Questo rappresenta ben il 68,6% del totale degli investimenti. È interessante notare che, pur essendo meno di un terzo degli immobili coinvolti, i condomini hanno generato la maggior parte della spesa. Questo è spesso dovuto alla complessità e all’entità dei lavori che vengono realizzati su questi tipi di edifici.
– Edifici unifamiliari: per queste abitazioni singole, l’investimento si aggira intorno ai 28 miliardi di euro.
– Unità immobiliari indipendenti: si tratta di abitazioni all’interno di edifici plurifamiliari ma con accesso autonomo. Per queste unità, la spesa è stata di poco più di 11 miliardi di euro.
Questa ripartizione mostra come il Superbonus abbia avuto un impatto particolarmente forte sui condomini, dove gli interventi di riqualificazione possono essere più complessi e costosi, ma anche potenzialmente più efficaci in termini di risparmio energetico su larga scala.
La fase finale della misura
In sintesi, i dati di marzo 2026 confermano che il Superbonus è entrato nella sua fase terminale. L’incremento della spesa è contenuto rispetto ai mesi passati e la quasi totalità dei lavori è stata completata. Questo significa che gli effetti residui della misura saranno legati principalmente alla chiusura definitiva dei pochi cantieri ancora aperti e alla gestione delle ultime pratiche burocratiche.


