La Regione Lombardia ha deciso di imprimere una svolta significativa alla propria politica energetica attraverso l’approvazione di nuovi parametri per l’integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici.
L’iniziativa trova il suo fondamento nella Legge Regionale per il Clima, punta a trasformare radicalmente il panorama edilizio regionale, coinvolgendo un’ampia gamma di immobili che spaziano dalle strutture private a quelle industriali, includendo centri logistici e data center. Attraverso il provvedimento deliberato nel maggio del 2026, l’amministrazione ha inteso dare un seguito concreto agli obiettivi di sostenibilità climatica, alzando l’asticella delle performance energetiche richieste.
L’innalzamento delle soglie per i nuovi edifici
A partire dal primo giorno del 2027, il quadro normativo subirà un’evoluzione decisiva rispetto ai requisiti che eravamo abituati a considerare in vigore dal 2021. La nuova impostazione normativa prevede un incremento sensibile delle percentuali di copertura energetica da fonti rinnovabili. In particolare, per le nuove costruzioni destinate a uso privato, l’obbligo passa dal sessanta al sessantacinque per cento, mentre per il settore pubblico il target viene fissato al settanta per cento. Anche il mondo delle ristrutturazioni importanti viene coinvolto da questo cambiamento, vedendo la quota di copertura rinnovabile salire al cinquanta per cento. È importante sottolineare che, per quanto concerne gli interventi di ristrutturazione di secondo livello e la semplice sostituzione dei sistemi di riscaldamento, si continuerà a fare riferimento alla soglia del quindici per cento stabilita dalla normativa nazionale, garantendo una continuità operativa per queste tipologie di lavori.
Un impegno verso l’autoproduzione
Il cuore pulsante di questa riforma risiede nella volontà della Regione di promuovere con vigore l’autoproduzione e l’autoconsumo energetico. La Lombardia, già nota nel panorama nazionale per vantare primati significativi nel settore del fotovoltaico, mira a consolidare ulteriormente questa posizione. Le nuove disposizioni non si limitano a definire percentuali di copertura per il fabbisogno legato ad acqua calda sanitaria, riscaldamento e raffrescamento, ma intervengono anche sulla definizione tecnica della potenza minima da installare. Il calcolo viene effettuato moltiplicando la superficie in pianta dell’edificio per un coefficiente specifico, denominato K, che la Regione ha deciso di incrementare per massimizzare lo sfruttamento delle superfici disponibili.
Dettagli tecnici e parametri di installazione
Il coefficiente K è stato oggetto di una revisione che premia l’efficienza e tiene conto delle dimensioni operative delle strutture. Per le grandi aree dedicate alla logistica e per i centri dati, il valore di questo parametro raggiunge lo zero virgola zero otto, incentivando una maggiore produzione rinnovabile in proporzione agli spazi occupati. Per gli edifici pubblici, inoltre, il quadro normativo prevede una maggiorazione aggiuntiva del dieci per cento rispetto al valore della potenza calcolata, a testimonianza dell’intento delle istituzioni di fungere da esempio virtuoso nel percorso verso la decarbonizzazione. Un magazzino logistico di medie dimensioni, ad esempio, vedrà trasformare le proprie superfici operative in una vera e propria centrale di produzione energetica in grado di soddisfare una quota crescente dei propri consumi interni.
Le conseguenze del mancato rispetto delle norme
Il mancato adempimento di tali prescrizioni non costituisce una semplice irregolarità di lieve entità, ma comporta conseguenze stringenti sotto il profilo amministrativo. La violazione di questi parametri può tradursi nel blocco dell’iter burocratico per ottenere il permesso di costruire o rendere nulla la segnalazione certificata di inizio attività. Oltre all’impossibilità di procedere con i lavori, i soggetti inadempienti rischiano sanzioni pecuniarie che permarranno fino al momento in cui l’immobile non sarà stato correttamente adeguato alle direttive regionali, garantendo così che l’impegno verso un futuro più sostenibile sia un obiettivo condiviso e vincolante per tutto il settore edilizio.


